Lo Spirito del Falegname
L'incontro col Maestro Fausto Taiten Guareschi ha lasciato in tutti noi grandi emozioni... e probabilmente piano piano queste emozioni (o gli "echi" di queste emozioni) appariranno in questi "echi magistrali".
Ma anche la preparazione del Dojo per l'incontro ci ha arricchiti nel profondo. Tutti hanno avuto l'opportunità di conoscersi e riconoscersi in una attività fuori dalla propria quotidianità... così ognuno ha lasciato qua e là per gli angoli del Dojo il suo odore in modo che potesse arrivare al Maestro in un'unica armoniosa fragranza.
Un "odore" che ho lasciato sono quattro piccoli tasselli di legno che dovevano stabilizzare il ponte all'ingresso del Dojo... il ponte che, come è anche scritto nella lettera che è stata letta al Maestro all'inizio dell'incontro, rappresentava simbolicamente l'ingresso al Dojo e la metafora "dell'attraversamento di un abisso" che però non può essere superato se non accettandolo, accogliendolo.
Il ponte... il ponte fondamentalmente era anche (e soprattutto) un espediente attraverso il quale saremmo potuti arrivare, percorrendo chissà quali strade, a qualcosa di più intimo nel nostro animo... e così è successo a me... o almeno così m'è parso...
Bene... per realizzare quei quattro piccoli tasselli andai a spulciare in garage, dove mio padre teneva tutti gli attrezzi necessari per fare i "suoi" lavori, alla ricerca di qualcosa che mi avrebbe potuto aiutare in quel compito.
Era ormai quasi un anno che mio padre non era più con noi e io, fino a quel momento, non ero mai andato a "fare ordine" o mettere il naso in quello che fondamentalmente era "il suo regno".
Non fu facile trovare qualcosa in un posto organizzato secondo il "suo" ordine, il suo modo di strutturare i "suoi" lavori e sistemare i suoi strumenti. Il tutto predisposto con lo spirito del "non buttare via nulla, tutto può servire, e metti via tutto in modo da trovarlo facilmente". Uno spirito che sembra arrivare da un tempo arcaico, da una trasmissione silenziosa e congenita che si fonde nel DNA di un singolo individuo con lo scopo di conservare una intera civiltà.
Spirito che mi pare d'aver trovato proprio l'altro giorno, nel "laboratorio" del Maestro a Fudenji... Spirito che mi ha commosso, così come mi ha commosso il riconoscerlo e il ritrovarlo in quel luogo.
Ma torniamo al garage/laboratorio di mio padre: fra le seghe da legno, le lime, i chiodi e quant'altro, trovai un seghetto elettrico che era adattissimo a tagliare con le dimensioni giuste quei quattro piccoli tasselli di legno. Al momento non mi ricordai perché fosse li e per cosa servisse a mio padre.
Recuperai il pezzo unico di legno da cui dovevo ricavare i tasselli, presi le misure e cominciai a tagliare... quelli erano pezzetti piccoli ma importanti per il ponte che stava piano piano prendendo forma.
A un certo punto, come un lampo, mi apparì in mente per cosa usava il seghetto mio padre...
lui non lo usava per creare un ponte con fini simbolici ed estetici, ma lo usava per segare le bacchette da mettere nell'orto per i pomodori...
pomodori che lui non avrebbe mai mangiato...
a lui non piacevano i pomodori...
Ultimo aggiornamento ( Lunedì 28 Giugno 2010 08:54 )


