Chi ha la possibilità di praticare nella palestra di Voghera è fortunato. La palestra è splendida, ha lunghe vetrate laterali, una delle quali si apre su un piccolo giardino pieno di alberi da frutto e quando ti ritrovi seduto sullo zafu e li osservi, riesci a seguire il ritmo delle stagioni.. foglie verdi.. foglie rosso/gialle… alberi innevati di neve… Quando piove si sentono battere le gocce della pioggia contro i vetri e sul tetto… Le sue lunghe mura ci hanno accolto da novizi, abbracciato nelle lezioni più dure, accarezzato quando la lezione era particolarmente dolce.. Se queste mura potessero parlare potrebbero narrare tutta la storia di Zero, i volti che si sono susseguiti e quelli che sono rimasti.. racconterebbero di storie intorno al fuoco… di risate… di urla… di abbracci … di giochi..

E’ spaziosa, luminosa e nella sua grandezza, a suo modo, accogliente.

Meritava più cura.. lo meritavamo anche noi.

Alcuni di noi hanno il compito di tenere pulito questo luogo, una volta alla settimana due o tre di noi si ritrovano con stracci e spazzoloni alla mano e a colpi di “ Tu pulisci di lì” – “ Io faccio i bagni” - “ Dai, che in un ora finiamo!!” - di buona lena e con animo da massaie laviamo bagni e pavimenti.

Per tutti questi anni abbiamo frainteso il compito che ci era stato assegnato. Qualcuno, fortunatamente, ha voluto ricordarcelo in una lezione di qualche sera fa.

La palestra viene sporcata per colpa vostra!”… crepe sui nostri volti… La provocazione ha colpito nel segno. Di norma la provocazione colpisce perché è una contraddizione in termini o meglio in concetti.

Se la colpa della poca cura nei confronti della palestra era proprio di coloro che la pulivano, dove si nascondeva l’inghippo? - “ Quante volte, pulendo, avete praticato yoga?”- ... eccolo lì… Praticare yoga…fare pratica.. Far fuoriuscire dai nostri corpi ciò che ci era stato, per anni, detto : praticare yoga nella quotidianità..… senso estetico…energia… Far diventare un gesto comune un “gesto artistico”, con un po’ di fantasia farlo sembrare una danza. Fare emergere la bellezza di un corpo che sa come posizionarsi quando ha in mano uno spazzolone, che sa come respirare, che sa come muoversi..

“..e mancate di entusiasmo” – Entusiasmo : έν-θεος, pieni di dio, divinamente ispirati, viva agitazione dell’animo da dove scaturisce l’azione, anche la semplice azione del pulire un pavimento…dello zappare la terra…dello stare seduti immobili…

Dovevamo giocare, recitare la parte delle massaie che vogliono fare le yogini…o magari delle yogini che nel grande palcoscenico di una palestra sporca decidono di recitare la scena delle massaie…

 

Ed alla fine voltarsi indietro per osservare “l’opera d’arte” e sorridere…

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 13 Maggio 2010 14:38 )